1° OTTOBRE: COMUNICATO STAMPA ISTAT

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1° OTTOBRE: COMUNICATO STAMPA ISTAT

Messaggio Da federica sorba il Dom 25 Gen 2009, 18:48

Precisazione sull'organizzazione della rete di rilevazione per l'indagine Forze di lavoro
1° ottobre 2008

In merito ad alcune notizie apparse sugli organi di stampa, relative alle proteste dei collaboratori della rete di rilevazione utilizzata per raccogliere i dati sul mercato del lavoro, L'Istituto nazionale di statistica precisa quanto segue:

* i 317 rilevatori impegnati nella raccolta dei dati sul territorio sono reclutati come co.co.co. e remunerati per ogni intervista effettuata. Pertanto non rientrano nelle decisioni assunte dal governo, e in particolare dal ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, in merito alla stabilizzazione dei precari;

* la normativa sui co.co.co. in vigore dal 2005 non consente più all’Istituto di continuare a prorogare i loro contratti di collaborazione. Negli ultimi 3 anni la proroga è stata possibile solo in virtù di esplicite deroghe normative per l’Istat inserite nelle leggi finanziarie;

* per chiarezza in merito alle diverse posizioni illustrate a vario titolo sui presunti rischi che potrebbe correre l’indagine delle Forze di lavoro con un’esternalizzazione della rete dei rilevatori, va anche precisato che la rete attuale non è interna, ma controllata dall’Istat. Inoltre, si fa presente che la maggior parte del processo produttivo (fasi di organizzazione, controllo e analisi) viene svolta dai dipendenti (ricercatori e impiegati) di ruolo dell’Istat. Soltanto le prime interviste dirette alle famiglie sul campo (metodo CAPI, Computer Aided Personal Interview) - certamente molto importanti - vengono effettuate dai collaboratori della rete di rilevazione e rappresentano un quarto di tutte le interviste. Quelle successive (tre nell’ambito di un ciclo) sono infatti effettuate, con metodo CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing), a cura di una società esterna individuata attraverso apposita gara ad evidenza pubblica;

* l’Istituto, per lo svolgimento delle rilevazioni sul campo, sta perseguendo l’obiettivo di costituire una società pubblica di rilevazione, istituita ad hoc e a totale controllo dello stesso Istat. In ogni caso, qualunque sia la soluzione che sarà ritenuta più adeguata per risolvere il problema, l’Istituto continuerà a controllare la rilevazione a salvaguardia della qualità dei dati finora rilevati dai co.co.co, assicurando a questi ultimi, nei limiti del possibile, la opportunità di continuare a effettuare le interviste.
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La risposta dei rilevatori

Messaggio Da federica sorba il Dom 25 Gen 2009, 18:49

Il comunicato recita:
"I 317 rilevatori impegnati nella raccolta dei dati sul territorio, sono reclutati come co.co.co e remunerati per ogni intervista effettuata. Pertanto non rientrano nelle decisioni assunte dal governo, e in particolare dal ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta, in merito alla stabilizzazione dei precari".

Precisazione della Rete:
In nessun documento redatto dai rilevatori FOL in lotta né da nessuna organizzazione sindacale si mette in relazione la vicenda della rete di rilevazione con l’emendamento Brunetta sulla stabilizzazione. L’emendamento è infatti datato 26 settembre 2008, le richieste della rete di rilevazione FOL si succedono ormai da 3 anni.

Il comunicato recita:
"La normativa sui co.co.co. in vigore dal 2005 non consente più all’Istituto di continuare a prorogare i loro contratti di collaborazione. Negli ultimi 3 anni la proroga è stata possibile solo in virtù di esplicite deroghe normative per l’Istat inserite nelle Leggi Finanziarie."

Precisazione della Rete

Questo conferma che la Dirigenza ISTAT ha avuto tre anni di tempo per decidere, vale a dire trovare una valida soluzione che consentisse di non sprecare l’esperienza e le risorse acquisite per poter continuare ad operare ad alto livello, in ottemperanza alle richieste europee.

Il comunicato recita:
"Per chiarezza in merito alle diverse posizioni illustrate a vario titolo sui presunti rischi che potrebbe correre l’indagine delle Forze di lavoro con un’esternalizzazione della rete dei rilevatori, va anche precisato che la rete attuale non è interna, ma controllata dall’Istat."

Precisazione della Rete:

I rilevatori ad oggi sono SELEZIONATI, FORMATI, ASSISTITI, MONITORATI, e periodicamente AGGIORNATI dal personale dei singoli Uffici Regionali ISTAT competenti territorialmente, in collaborazione con il servizio centrale FOL; gli stessi utilizzano per l'effettuazione delle interviste computer portatili forniti da Istat, dotati di software informatico prodotto dal medesimo istituto.
I rilevatori stipulano un contratto di CO.CO.CO. con ISTAT , che risulta essere committente del lavoro, essendo rappresentato nella persona del Direttore Generale (firmatario dei singoli contratti).
AFFERMARE CHE LA RETE ATTUALE NON E’ INTERNA, RISULTA PARADOSSALE.

Il comunicato recita:
"Soltanto le prime interviste dirette alle famiglie sul campo (metodo CAPI, Computer Aided Personal Interview) -certamente molto importanti- vengono effettuate dai collaboratori della rete di rilevazione e rappresentano un quarto di tutte le interviste. Quelle successive (tre nell’ambito di un ciclo) sono infatti effettuate, con metodo CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing), a cura di una società esterna individuata attraverso apposita gara ad evidenza pubblica."

Precisazione della Rete:
In realtà, L'INDAGINE FOL POGGIA INTERAMENTE SULLA METODOLOGIA CAPI. Le interviste telefoniche CATI sono subordinate a quelle dirette CAPI, in quanto queste per prime raccolgono i dati funzionali all'elaborazione statistica secondo gli standards qualitativi previsti dalla normativa europea. Le interviste dirette si caratterizzano per la vastità e la complessità delle informazioni raccolte e costituiscono il presupposto per la successiva conduzione delle interviste telefoniche ( che non sempre sono effettuate), le quali si connotano per il ruolo di conferma delle dirette. Esse sono quindi FONDAMENTALI per lo svolgimento dell'indagine e ne determinano fortemente il risultato. Incidono ben più della misura di ¼ del totale, in quanto non di rado le successive interviste telefoniche non riescono ad essere condotte a termine e vengono restituite nuovamente al rilevatore territoriale.
Dichiarare che le interviste CAPI rappresentano 1/4 del totale ed equipararle a quelle CATI, ignorandone il ruolo basilare ai fini dell'indagine, è una colossale mistificazione di ISTAT.

Il comunicato recita:
"L’istituto, per lo svolgimento delle rilevazioni sul campo, sta perseguendo l’obiettivo di costituire una società pubblica di rilevazione costituita ad hoc e a totale controllo dello stesso Istat."

Precisazione della Rete:
Una società esterna comporterebbe un aumento dei costi insieme alla perdita del controllo diretto dell’intero processo di rilevazione, con altissimo rischio di peggioramento della qualità e dell'attendibilità dei dati rilevati.

Il comunicato recita:
" In ogni caso, qualsiasi sia la soluzione che sarà ritenuta più adeguata per risolvere il problema, l’Istituto continuerà a controllare la rilevazione a salvaguardia della qualità dei dati finora rilevati dai co.co.co, assicurando a questi ultimi, nei limiti del possibile, la opportunità di continuare a effettuare le interviste."

Precisazione della Rete:
Le soluzioni oggi prospettate sono incongruenti e poco chiare, in contrasto anche con le più recenti raccomandazioni europee. Vanificano lo straordinario patrimonio di esperienze accumulate in sei anni di lavoro, nei quali è stato compiuto un ingente investimento di risorse umane e materiali che hanno consentito di raggiungere gli attuali livelli di eccellenza. Infine, la debole rassicurazione di conservare "nei limiti del possbile" l’opportunità di continuare a lavorare agli attuali rilevatori suona come una velata minaccia estesa nei loro confronti e maschera l'intento di condannarli allo stato di precariato a vita.
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PRECISAZIONE DEL SERVIZIO FOL

Messaggio Da federica sorba il Dom 25 Gen 2009, 18:58

Oggetto: rete di rilevazione per l'indagine Forze di lavoro

I lavoratori del servizio Fol sono delusi e amareggiati per le informazioni inesatte contenute nella nota per la stampa sulla rete di rilevazione diffusa il 1° ottobre dall’Istituto.
Nella nota si afferma:
“Soltanto le prime interviste dirette alle famiglie sul campo (metodo CAPI, Computer Aided Personal
Interview) - certamente molto importanti - vengono effettuate dai collaboratori della rete di
rilevazione e rappresentano un quarto di tutte le interviste”.
Ciò non è corretto in quanto le interviste CAPI rappresentano in realtà circa il 45% del totale. Si
ricorda che sono svolte in CAPI anche le interviste successive alla prima nel caso delle famiglie senza
telefono o con intestatario straniero. Inoltre, sono recuperate in CAPI anche le interviste
eventualmente non completate in CATI.
Si tratta, dunque, di casi molto particolari, per i quali la tecnica telefonica non è adatta. Si ricorda
peraltro che la stima dell’occupazione straniera è stata possibile soltanto con la nuova rilevazione a
partire dal 2005, grazie anche alla stretta collaborazione del servizio con la rete di rilevazione Istat. La
scelta di intervistare in CAPI le famiglie straniere per tutte le quattro wave ha difatti aumentato
sensibilmente i tassi di risposta e migliorato la qualità dei dati, grazie alla maggiore efficacia della
tecnica face to face per intervistati non madrelingua.
Riteniamo pertanto più preciso indicare nella nota:
“I collaboratori della rete di rilevazione effettuano le interviste dirette alle famiglie sul campo (metodo
CAPI, Computer Aided Personal Interview), che rappresentano quasi la metà del campione. In
particolare i collaboratori realizzano: la prima intervista, in cui il contatto iniziale con la famiglia è
determinante per ottenere la disponibilità a collaborare all’indagine; le interviste successive alla prima
(tre nell’ambito di un ciclo) alle famiglie senza telefono o con intestatario straniero; i recuperi delle
famiglie non intervistate con tecnica telefonica. Le interviste successive alla prima sono invece
effettuate con metodo CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing) alle famiglie con telefono, a
cura di una società esterna individuata attraverso apposita gara ad evidenza pubblica.”
In ogni caso, ci sembra che nella nota Istat risulti fortemente sminuito il ruolo dell’intervistatore
della rete CAPI, che assicura il primo contatto con le famiglie, determinante per i tassi di risposta e il
buon andamento delle interviste successive svolte con tecnica telefonica. Si ricorda che la prima
intervista CAPI è la più lunga e complessa. Le interviste successive, invece, utilizzano un questionario
semplificato, con molti quesiti a conferma, i cui tempi sono compatibili con la tecnica telefonica.
Nella nota si afferma poi che “la rete attuale non è interna, ma controllata dall’Istat”.
Per rispondere, oltre a osservare che i contratti con i rilevatori sono controfirmati dal Direttore
Generale, vogliamo riportare quanto affermato nel volume La rete di rilevazione CAPI dell’Istat per
la conduzione dell’indagine continua sulle Forze di Lavoro, Metodi e Norme n. 24, 2005, pag. 7, in
cui il rapporto tra Istat e rete CAPI si configura come qualcosa di più che un semplice “controllo”:
“L’Istat ha sempre posto tra i suoi obiettivi prioritari quello di migliorare la qualità dell’informazione prodotta,
obiettivo raggiungibile soltanto garantendo livelli di affidabilità elevati nel processo di produzione dei dati. La
realizzazione delle interviste è, nella fase iniziale di tale processo, il momento più importante, dove il ruolo ed il
lavoro degli intervistatori sono elementi determinanti a garantirne il buon esito. In tal senso, la costituzione
della rete di rilevazione CAPI (Computer assisted personal interview) costituisce un evento storico per l’Istituto
nazionale di statistica che, per la prima volta dalla sua costituzione, dispone di intervistatori dei quali gestisce
direttamente la selezione, la formazione ed il monitoraggio. La rete di rilevazione nasce nell’ottobre 2002, in
occasione della ristrutturazione dell’indagine sulle Forze di lavoro. Essa prevede l’impegno contemporaneo di
311 intervistatori con il coinvolgimento costante degli Uffici regionali e degli Uffici di statistica delle province
autonome di Bolzano e Trento, ed è la più grande rete di rilevazione CAPI presente sul territorio nazionale.
L’avvio dell’indagine continua sulle Forze di lavoro e l’attuazione della nuova rete di rilevazione è per l’Istituto
un momento di trasformazione fondamentale che permette una vera e propria rivoluzione nel processo di
conduzione dell’indagine. Lo sforzo organizzativo e tecnologico per la progettazione e la realizzazione
dell’impianto è stato notevole e complesso ed ha visto coinvolte strutture centrali dell’Istituto insieme a quelle
territoriali. Le innovazioni hanno riguardato diverse attività, dalla selezione alla formazione degli intervistatori,
al monitoraggio, alla gestione dei rapporti contrattuali ed al sistema informativo informatico. L’organizzazione
garantisce criteri di selezione e formazione degli intervistatori omogenei su tutto il territorio nazionale ed un
lavoro continuo di monitoraggio e di assistenza, supportato da un sistema informativo-informatico ad alta
tecnologia.”
Pertanto continuiamo a manifestare le nostre perplessità circa la costituzione della società
pubblica di rilevazione, e cogliamo l’occasione per lamentare la scarsa circolazione di informazioni
circa tempi, modalità e costi di realizzazione della stessa.
Ribadiamo infine la nostra preoccupazione in merito alla prosecuzione dell’indagine da gennaio
2009 in assenza di una proroga legislativa, di almeno un anno, dei contratti di collaborazione per i
rilevatori.
Restiamo in attesa di un vostro riscontro.
Cordiali saluti
I lavoratori del servizio FOL
Roma, 14 ottobre
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